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Tesi di laurea & slide


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Battitura testi :: Sbobinamento :: Impaginazione :: Elaborazione immagini e grafici
Consulenza giornalistico-redazionale :: Copisteria :: Rilegatura :: Slide PowerPoint, pdf, jpg

tesi di laurea puntoevirgolacomunicazione jesiLa preparazione della TESI di LAUREA è il momento topico per lo studente che vede concretizzarsi fattivamente il lavoro svolto in diversi anni di studi. E lo conclude con il fattivo risultato (quello della Tesi) che rappresenta la prima vera capacità organizzativa di ricerca ed esposizione di un argomento che lo studente sceglie di approfondire in uno dei primi appuntamenti cardine della vita professionale.

Di seguito trovate una serie di indicazioni organizzative e realizzative della Tesi di Laurea, fermo restando che alcune variabili possono presentarsi a seconda delle regole della specifica Università e/o Facoltà; in questo caso il Relatore resta il referente principale per ogni dubbio e chiarimento nella impostazione.

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  • SOMMARIO  [klikka il titolo per andare all'argomento]

  • SCELTA DELL'ARGOMENTO: QUATTRO "REGOLE OVVIE"

tesi di laurea puntoevirgolacomunicazione jesiNel suo libro Come si fa una tesi di laurea, Umberto Eco ricorda le quattro regole ovvie per la scelta dell'argomento.

1) Che l'argomento risponda agli interessi del candidato (sia collegato al tipo di esami, alle sue lettura, al suo mondo politico, culturale e religioso).
2) Che le fonti a cui ricorre siano reperibili, vale a dire a portata materiale del candidato.
3) Che le fonti a cui ricorrere siano maneggiabili, vale a dire a portata culturale del candidato.
4) Che il quadro metodologico della ricerca sia alla portata dell'esperienza del candidato.

Tenendo conto di queste regole, è opportuno che l'argomento della tesi sia di carattere circoscritto. È preferibile concentrarsi su un problema specifico, di modo che nella tesi sia possibile dire tutto su quell'argomento. Il principio fondamentale citato da Eco è il seguente: «Più si restringe il campo meglio si lavora e più si va sul sicuro».

Se ci si trova nella necessità di concludere il lavoro in un periodo relativamente breve, scrive Eco, è bene che la tesi abbia le seguenti caratteristiche:
– argomento circoscritto;
– argomento contemporaneo o di cui è stato scritto pochissimo;
– fonti disponibili in un'area ristretta e facilmente consultabili.

È importante chiarire secondo quali angolature verrà affrontato il tema prescelto:

– avanzamento delle teorie precedenti;
– rassegna retrospettiva dei contributi proposti;
– approccio comparatistico;
– ...

La scelta dell'argomento deve tener conto dell'indirizzo di studi e del curriculum scelto.


  • CONSEGNA DELL'ELABORATO DELLA TESI DI LAUREA

La domanda di laurea va inoltrata alla Segreteria Studenti entro la scadenza dei termini, di norma due mesi prima di ogni appello di laurea. Le copie dell'elaborato della tesi e il libretto vanno consegnati entro la data indicata dal calendario di laurea (generalmente 20 giorni prima della data della prova finale). Una copia dell'elaborato, firmata dal relatore sul frontespizio, deve essere consegnata alla Segreteria Studenti, mentre una copia va consegnata al proprio relatore.


  • PIANO DI LAVORO E RICERCA DEL MATERIALE

tesi di laurea puntoevirgolacomunicazione jesiÈ consigliabile fare un piano di lavoro, che potrà essere modificato magari più volte in corso d'opera, ma che costituisce un punto di partenza che chiarisce obiettivi e struttura del lavoro. Questo metterà ordine alle vostre idee e faciliterà la ricerca del materiale.
Il problema della reperibilità delle fonti deve essere affrontato al momento della scelta dell'argomento per avere le basi della ricerca bibliografica. Uno dei modi di affrontare la ricerca bibliografica tiene conto dei seguenti passaggi:

1) dopo aver individuato l'argomento d'indagine, fissare sulla carta abbozzi d'idee (suscettibili di trasformazioni anche radicali in corso d'opera) su obiettivo, metodi e strumenti d'indagine;
2) individuare le informazioni disponibili sull'argomento (lo stato dell'arte), cioè le opere che costituiscono il fondamento teorico e conoscitivo dell'argomento costruendosi una bibliografia di partenza;
3) individuare il luogo della ricerca bibliografica.

In tutti questi passaggi il relatore è di fondamentale aiuto, in quanto esperto del settore ed egli stesso ricercatore.
Il problema della ricerca bibliografica è di risoluzione più facile se l'argomento d'indagine viene scomposto analiticamente. Per esempio, se l'argomento d'indagine è la poetica leopardiana nell'opera di Montale, individuerò la disciplina (letteratura), il settore (letteratura italiana dei secoli XIX e XX) ed i termini utili alla ricerca con i rispettivi sinonimi (poetica, poesia, romanticismo, creazione letteraria, lirica...).

Una volta reperiti i documenti, si deve evitare che l'informazione bibliografica vada persa o che ne risulti poco agevole il recupero. Di seguito vengono dati alcuni suggerimenti per gestire le notizie bibliografiche raccolte:

1) creare per ogni indicazione bibliografica utile la relativa notizia bibliografica, registrandola in un archivio personale;
2) indicare nella scheda bibliografica i dati necessari per rintracciarla (collocazione e localizzazione);
3) indicare gli elementi bibliografici essenziali per poter identificare il materiale (autore, titolo, luogo di edizione, casa editrice, anno di edizione, altre informazioni eventuali).

L'archivio personale può essere ordinato secondo un criterio adatto al tipo e all'argomento di ricerca (alfabetico, tematico, cronologico, formale...).

  • Dove cercare il materiale?

Luoghi fisici

Archivi. Per le ricerche in archivio è necessario tener conto del vincolo archivistico e delle vicende storiche ed istituzionali dell'ente o dell'istituzione proprietaria dell'archivio.
Biblioteche. Per individuare la biblioteca d'interesse ci si può orientare individuando le funzioni esclusive o prevalenti della biblioteca (lettura, studio, ricerca...) ed il livello di specializzazione delle raccolte.

Spazi virtuali

tesi di laurea puntoevirgolacomunicazione jesiSistemi bibliotecari. Sono coordinamenti organici ed istituzionali fra bibliotece affini, cosa che rende facile la consultazione delle raccolte.
Web. Si raccomanda un approccio prudente e ponderato con l'informazione offerta in rete, valutandone sempre la paternità intellettuale. Le informazioni reperibili online sono utili per quanto riguarda la ricerca bibliografica e precisamente la consultazione di cataloghi informatizzati. Sono consultabili in rete: le reti di biblioteche nazionali (SBN) o locali (BIBLIOWIN); i cataloghi di una biblioteca; alcune banche dati (altre sono consultabili solo a pagamento).
La ricerca bibliografica viene facilitata dagli esperti del settore, i bibliotecari, che possono fornire un grosso aiuto, purché si sia consapevoli delle proprie esigenze e dell'obiettivo che si intende raggiungere. Esiste inoltre il servizio di prestito interbibliotecario, che rende accessibili fonti presenti in biblioteche anche molto distanti.


  • STESURA E NORME REDAZIONALI INDICATIVE

Il destinatario della tesi è il relatore, ma di fatto si ipotizza che l'elaborato venga letto anche da altre persone, specialisti della materia o semplici persone interessate all'argomento. È importante che il testo sia chiaro e che si definiscano i termini tecnici che sono determinanti per lo sviluppo del discorso. Durante la stesura ci si deve chiedere se il contenuto è comprensibile ai più. Per verificare ciò è indispensabile non solo rileggere il testo, ma anche farlo leggere dal relatore o da altre persone.

La struttura di una tesi è generalmente formata da frontespizio, indice (che può essere collocato anche alla fine), introduzione, capitoli, conclusioni, bibliografia. Eventualmente possono essere inseriti anche allegati ed un'appendice.
L'elaborato deve presentarsi graficamente uniforme e tutte le cartelle (pagine) devono essere numerate. Una cartella può presentare testo, infratesto e note a piè pagina.

Le pagine in formato A4 (solitamente fronte/retro) sono composte di 32-35 righe (in ogni caso non inferiore a 2.000 battute per pagina), formata ciascuna di 65-70 caratteri, con margini di 2-3 cm su ogni lato (maggiorato di 1 cm interno per la rilegatura). È preferibile usare font Times, Courier o Helvetica in dimensione  che può oscillare tra 12 e14 punti (interlinea 20 punti), con un rientro prima riga di riga di 1,7.

La struttura e le scelte redazionali dipendono da fattori diversi quali la tipologia dell'argomento, il settore degli studi e la disciplina a cui l'argomento appartiene, le preferenze personali del relatore. Per esempio, soprattutto riguardo alla bibliografia e al sistema delle note, in alcuni studi si preferisce usare la bibliografia all'americana [vedi più avanti]. Consigliamo pertanto di consultare il proprio relatore e di considerare come modello un lavoro del massimo studio dell'argomento o della disciplina di riferimento.
L'importante è che, una volta scelto il criterio, esso venga mantenuto per sempre; l'uniformità dei criteri è condizione fondamentale di un lavoro scientifico.


  • tesi di laurea puntoevirgolacomunicazione jesiFRONTESPIZIO

Il frontespizio deve indicare:

• Università
• Facoltà
• Corso di Laurea
• Titolo della tesi
• Nome del relatore
• Nome del laureando
• Anno accademico cui afferisce la sessione di laurea.


  • INDICE

L'indice può essere collocato all'inizio o alla fine dell'elaborato. Riflette la struttura del testo e deve indicare la suddivisione dello stesso riportando introduzione, parti, capitoli, paragrafi, sottoparagrafi, appendici e allegati (se presenti), bibliografia con riferimento alla pagina corrispondente. Così come osservato per le scelte redazionali, esistono modi diversi di articolare un testo e pertanto anche la struttura di un indice può cambiare.


  • STRUTTURA DELL'ELABORATO

Obbligatoria è l'articolazione in capitoli, l'introduzione e le conclusioni, mentre le altre componenti (parti, allegati, appendici...) vengono usate a scelta discrezionale dello studente, tenendo conto del contenuto della tesi.
L'introduzione deve presentare le motivazioni per la scelta dell'argomento, la dichiarazione d'intenti, gli obiettivi, il metodo della ricerca, la presentazione della struttura e dei contenuti dell'elaborato, lo stato dell'arte e gli studi precedenti inerenti la ricerca affrontata.
Le conclusioni riportano un breve riassunto di quanto sviluppato nel testo, concentrandosi in particolare sui risultati raggiunti dalla ricerca.

Se pertinente all'organizzazione del lavoro, la tesi può essere suddivisa in parti (Parte prima, Parte seconda...). Questa suddivisione può essere utile qualora si tratti un argomento specifico che sia preceduto da una presentazione più generale del contesto di riferimento che ne inquadra il problema. La numerazione dei capitoli è continua, anche se il lavoro è strutturato in parti.
È utile organizzare il testo in paragrafi e in sottoparagrafi nel caso in cui vengano fatti frequenti rimandi intratestuali. Per identificare un paragrafo si utilizza il richiamo a tutte le componenti superiori fino al capitolo (es. 6.3.2 è il sottoparagrafo 2 del paragrafo 3 del capitolo 6).
Le appendici e gli allegati generalmente contengono documenti riferiti alla ricerca che si ritiene opportuno riportare e che appesantirebbe il corpo della tesi o le note (interviste, questionari, tabelle, immagini, grafici etc.). Essi sono indicati con una numerazione cardinale (appendice 1).
La bibliografia deve essere presente alla fine dell'elaborato ed ha lo scopo di rendere agevole al lettore e l'identificazione ed eventualmente il reperimento delle fonti di suo interesse. Esistono diversi criteri di registrazione [vedi oltre]. È importante che il criterio scelto venga seguito con coerenza.


  • CITAZIONI E NOTE A PIÈ DI PAGINA

tesi di laurea puntoevirgolacomunicazione jesiLe citazioni bibliografiche vengono inserite per indicare l'origine di un'affermazione, di un dato o di una figura, per avvalorare la tesi esposta o per segnalare una critica alla stessa, per rimandare a fonti che trattano gli aspetti menzionati. La citazione deve essere il più possibile analitica per permetterne la verificabilità.
Le citazioni brevi o che non richiedono particolare risalto vanno incorporate nel testo con virgolette di inizio e di fine (“...”). Le citazioni ampie o d'importanza rilevante possono essere messe in infratesto in corpo minore (dimensione 10), precedute e seguite da una riga di spazio che le separi dal corpo del testo, senza virgolette. Il testo citato può anche avere dei margini superiori al corpo del testo (rientro). Le omissioni all'interno di citazioni vanno indicate con tre puntini all'interno di parentesi quadre, separate dal testo con uno spazio.

Dopo la citazione viene posto il richiamo di nota in apice, posizionato dopo le virgolette o le parentesi, ma prima dell'eventuale segno interpuntivo. Per le citazioni all'interno della citazione si utilizzano gli apici semplici ('...'). In alternativa, il rimando alla bibliografia può essere inserito tra parentesi indicando solamente il nome dell'autore e l'anno di pubblicazione di seguito alla citazione. Questa modalità di citazione corrisponde alla scelta di utilizzare la bibliografia all'americana [vedi oltre].

Le note a piè di pagina riportano generalmente:

• la fonte della citazione;
• informazioni aggiuntive rispetto a quanto detto nel corpo del testo;
• la traduzione di una citazione.

La numerazione delle note deve essere progressiva, capitolo per capitolo. Esistono diverse modalità di redazione delle note che riportano la fonte bibliografica. Si consiglia pertanto di stabilire con il proprio relatore quale modalità verrà utilizzata. Tutto il testo seguirà coerentemente tale modalità.


  • TABELLE E FIGURE

Figure (immagini, grafici etc.) e tabelle devono essere richiamate almeno una volta nel testo e vanno inserite non appena vengono citate per la prima volta per consentirne una lettura immediata. Le figure e le tabelle provenienti da altre pubblicazioni sono corredate dall'indicazione della fonte.
Le figure devono essere numerate in ordine progressivo per ogni capitolo ed ognuna deve essere corredata da una didascalia illustrativa del significato.
Le tabelle vanno numerate indipendentemente dalle figure, ma con lo stesso criterio ed ognuna deve avere un titolo.


  • ABBREVIAZIONI

Le abbreviazioni più usate sono:

es. –> esempio
cap., capp. –> capitolo, capitoli
cfr. –> confer “confronta”
cit. –> citato
ed. –> edizione
fig., figg. –> figura, figure
ecc./etc. –> eccetera
p./pag., pp./pagg. –> pagina, pagine
vol., voll. –> volume, volumi
seg./sg., segg./sgg. –> seguente, seguenti
trad. –> traduzione
op. cit. –> opera citata
ID./IDEM/Id. –> Idem “il medesimo”, quando si rimanda ad un autore già citato nella nota immediatamente precedente
EAD./EADEM –> Eadem “la medesima”, quando si rimanda ad un'autrice già citata nella nota immediatamente precedente
Ibid./Ivi –> ibidem “ivi stesso” è parola latina, accentata sulla seconda sillaba, e si usa quando si ripete in nota il rimando non solo alla stessa opera (perché allora si dispone di op. cit.), ma anche alla stessa pagina dell'opera citata nella nota precedente
AA.VV. –> autori vari
et al. –> et alii “e altri (autori)”, quando di un lavoro di più autori se ne cita solo il primo

In ogni caso, si consiglia di consultare sempre un buon dizionario della lingua italiana.


  • BIBLIOGRAFIA

tesi di laurea puntoevirgolacomunicazione jesiCome già accennato, esistono diversi criteri di registrazione di una bibliografia che rispondono alle specificità dell'ambito disciplinare e dell'argomento scelto e alle preferenze personali di chi scrive. Ancora una volta risulterà utile uno sguardo alla bibliografia della fonte più autorevole nel settore disciplinare a cui appartiene l'argomento scelto.
Esistono alcune norme comuni a tutte le bibliografie:
• a differenza delle citazioni delle fonti in nota, nella bibliografia viene indicato prima il cognome e poi (talvolta separato da una virgola) il nome per esteso o l'iniziale puntata del nome;
• l'elenco dei testi segue l'ordine alfabetico per cognome dell'autore;
• in presenza di più opere dello stesso autore si segue l'ordine cronologico di pubblicazione;
• se si tratta di un curatore, viene indicato di seguito al nome, tra parentesi, “a cura di”, per es. Giglioli Pier Paolo (a cura di), Linguaggio e società, Bologna, Il Mulino, 1973;
• fermo restando l'ordine alfabetico, le opere singole precedono le opere di più autori e le opere di più autori precedono gli “a cura di”;
• la bibliografia selettiva può essere divisa in sezioni (es. opere dell'autore, saggi critici, sitografia; oppure: studi storici, studi linguistici, dizionari, siti internet consultati; bibliografia generale, bibliografia dell'autore; etc.);
• gli elementi di un'opera che devono essere indicati sono: cognome, nome, titolo, luogo di edizione (oppure, se sprovvisto, “s.l.”, senza luogo), casa editrice oppure “s.e.” (senza editore), anno di pubblicazione oppure “s.a.” (senza anno); in alcuni casi sono necessari anche il nome del traduttore, gli estremi del volume miscellaneo, della rivista o del quotidiano da cui è tratto il saggio/articolo;
• i siti internet consultati, in ordine alfabetico, riportano tra parentesi la data di consultazione del sito, per es. http://www.nomedelsito.it/didattica/facolta/lingue (14/06/2011).

Nella bibliografia all'americana il nome dell'autore è seguito dall'indicazione dell'anno di pubblicazione, tra parentesi (di solito parentesi quadre) o posizionato una riga sotto. Ne diamo due esempi:

CORSANO, P. [1999], Bambini che amano stare da soli, Milano, McGraw-Hill.

BOLAFFI, G.
1996  Una politica per gli immigrati, Il Mulino, Bologna.
2001  I confini del patto. Il governo dell'immigrazione in Italia, Einaudi, Torino.

Se l'autore avesse pubblicato due opere nello stesso anno, queste vengono messe in ordine alfabetico e alla data di pubblicazione viene aggiunta una lettera minuscola, per esempio:

CAMAIONI, L. (a cura di) [2001a], Psicologia dello sviluppo del linguaggio, Bologna, Il Mulino.
– [2001b], La teoria della mente nello sviluppo tipico e atipico, in “Sistemi Intelligenti”, 13, 1, pp. 17-30.
– [2001c], Il contributo della teoria della mente alla comprensione dello sviluppo umano, in “Giornale Italiano di Psicologia”, 28, 3, pp. 455-475.

Se si decide di adottare questo tipo di bibliografia, le note di riferimento bibliografico vengono eliminate e si conservano soltanto quelle di discussione e di rinvio. Se nel testo compare [Camaioni 2001c: 456], viene indicato il rimando alla pagina 456 dell'opera a cui si rinvia nella bibliografia selettiva.

Per quanto riguarda la bibliografia di tipo tradizionale, si incontrano numerose varianti. Premesso che la bibliografia deve essere l'indicazione chiara e coerente delle fonti, riportiamo qui di seguito alcune possibilità:

Opere monografiche

Ci si atterrà in linea di massima al seguente criterio: nome e cognome (oppure cognome e nome) dell'autore, titolo dell'opera in corsivo, luogo e data di pubblicazione in tondo, indicazione del numero del volume in cifra romana (quando si tratti di opera in più volumi), indicazione della pagina.

É. BENVENISTE, Le vocabulaire des institutions indo-européennes, Paris 1969, II, p. 143 (oppure pp. 143-149).

ORIOLES, VINCENZO, Le minoranze linguistiche. Profili sociolinguistici e quadro dei documenti di tutela, Roma, Il Calamo, 2003.

SITZIA P., Le comunità tabarchine della Sardegna meridionale: un'indagine sociolinguistica, Condaghes, Cagliari, 1998.

Eventuali edizioni di un'opera successive alla prima vengono generalmente distinte con un numero arabo ad esponente. Esempi:

P. JANNI, Il nostro greco quotidiano, Roma-Bari 19942, p. 25 s. (oppure p. 25 ss)

Riviste

I titoli delle riviste sono indicati in tondo tra doppie virgolette. Il titolo del contributo andrà corsivo seguito dal numero dell'annata in cifre arabe e, tra parentesi, dall'anno di pubblicazione nonché, dopo la virgola, dall'indicazione delle pagine.

N. DENISON, Aspetti linguistici e sociali della pluriglossia in Friuli e in Austria, “Incontri linguistici” 10 (1985), pp. 21-32.

Miscellanee

Per i volumi miscellanei, per gli Atti di convegni e per le enciclopedie ci si atterrà a quanto già detto per le opere in generale.

A.A. SOBRERO, Lingue speciali in Introduzione all'italiano contemporaneo. La variazione e gli usi, a cura di A.A. SOBRERO, Roma-Bari 1993, pp. 237-277.

V. ORIOLES, Sul metalinguaggio del plurilinguismo, in Lingue speciali e interferenza. Atti del Convegno seminariale (Udine 16-17 maggio 1994), a cura di R. BOMBI, Roma, 1995, pp. 41-54.


  • LISTA DI CONTROLLO GENERALE

Battitura del testotesi di laurea puntoevirgolacomunicazione jesi

• i segni di punteggiatura sono seguiti, ma non preceduti, da uno spazio bianco;
• le note sono numerate progressivamente, capitolo per capitolo, e disposte a piè di pagina; l'esponente di nota è un numero piccolo in alto che si scrive, senza spazio, a destra della parola a cui si riferisce e prima di eventuali segni d'interpunzione;
• i segni d'interpunzione si scrivono dopo le virgolette (tranne i punti esclamativi e interrogativi, se appartengono al testo riportato tra virgolette);
• linea bianca prima (doppia) e dopo (semplice) il titolo del paragrafo.

Presentazione della tesi

• la pagina ha allineamento giustificativo;
• capitolo e titolo del capitolo sono centrati;
• i titoli dei paragrafi sono allineati a sinistra;
• i titoli dei capitoli e paragrafi non sono seguiti dal punto fermo;
• per i titoli di capitoli e paragrafo può essere usato il grassetto;
• i caratteri sono in corpo 12/14 e le note e le citazioni ampie in corpo 10;
• l'esposizione è articolata in capoversi.

Impaginazione della tesitesi di laurea puntoevirgolacomunicazione jesi

• dare uno sguardo d'insieme alla numerazione in capitoli (eventualmente in numeri romani) e in paragrafi (in cifre arabe; eventuali sottoparagrafi in cifre arabe);
• le pagine sono numerate progressivamente; per le tesi stampate in fronte-retro, il numero di pagina è a sinistra sulla pagina pari, a destra sulla pagina dispari;
• la formattazione è omogenea (margini laterali, superiore e inferiore; interlinea; corpi e caratteri);
• i titoli dei capitoli e paragrafi nell'indice corrispondono a quelli usati nel testo;
• l'indice delle tavole, delle illustrazioni, dei diagrammi è compilato;
• revisione del frontespizio.

Bibliografia

• identificazione bibliografica completa e coerente;
• ordine alfabetico o cronologico;
• eventuale distinzione tra letteratura primaria e secondaria o sezioni;
• impostazione della bibliografia (per ordine alfabetico degli autori o con sistema nome-anno).

Organizzazione complessiva della tesi e impostazione dell'indice

• frontespizio;
• indice dei capitoli e dei paragrafi;
• eventuale indice dei grafici e delle illustrazioni;
• introduzione o premessa…;
• testo;
• altri indici.


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